Come scegliere l’avvocato giusto per una causa civile

Scegliere l’avvocato adatto per una causa civile è un passo importante, e la scelta deve essere fatta con criterio, considerando alcuni fattori. E’ bene prendersi il tempo necessario, per valutarlo attentamente, ed assicurarsi di poter pagare l’onorario che potrebbe richiedere.

Come trovare l’avvocato adatto e valutarlo

Prima di tutto, bisogna capire che genere di avvocato occorre per la propria causa, valutando il suo settore di specializzazione, che sia per diritto civile o penale. Tramite internet, si possono trovare delle liste di avvocati che vivono presso la propria zona, tenendo presente anche le dimensione del suo studio.

Sono diciotto i settori in cui un avvocato si può specializzare, tra le quali si possono citare il diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori, i diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio, il diritto successorio, il diritto fallimentare e delle procedure concorsuali, il diritto successorio, il diritto agrario, il  diritto industriale e delle proprietà intellettuali,  diritto commerciale, della concorrenza e societario, etc.

Per effettuare la propria scelta, si devono tenere presenti alcuni requisiti, come:

  • la professionalità, ed è qualcosa che si può capire già osservando il sito web, i cui contenuti non devono essere approssimativi o trascurati;
  • le credenziali sullo studio e sull’avvocato, verificando anche l’università che quest’ultimo ha frequentato;
  • i riconoscimenti e le associazioni;
  • il settore giuridico in cui opera l’avvocato, assicurandosi che sia quello di cui si ha bisogno.

Sul sito web è possibile trovare una pagina dedicata alle recensioni dei clienti precedenti, grazie ai quali si può capire se ci si sta rivolgendo all’avvocato o allo studio adatto.

Dopo aver trovato l’avvocato su internet, si può fissare un appuntamento e capire se è il legale giusto. Prima di recarsi allo studio, è bene preparasi una lista di domande, circoscrivendole. Si potrà capire se l’avvocato è adatto a seguire il proprio caso in base al tempo che impiegherà per rispondere alle domande, e la risposta non dovrà impiegare più di tre o cinque minuti.

Sarebbe utile anche valutare gli assistenti e i collaboratori dell’avvocato, facendo attenzione al loro comportamento, in quanto i legali, in alcuni casi, delegano a loro alcuni compiti. Per ultimo, ma non meno importante, bisogna valutare anche l’onorario dell’avvocato.

Nella scelta dell’avvocato, bisogna considerare anche il proprio tipo di causa civile. A differenza di quello penale, esso è un processo di parte, il che vuol dire che per vincerlo bisogna tenere conto delle proprie ragioni.

Per questo occorre rivolgersi ad un avvocato specializzato nel settore civile, che sia specialista nella materia per cui si intenta la causa. A volte ci si rivolge ad un avvocato consigliato da parenti o amici, che può essere onesto, ma sempre è uno specialista del settore.

La parcella dell’avvocato

Non si può non scegliere l’avvocato a cui rivolgersi, senza tenere presente dell’onorario che quest’ultimo potrebbe richiedere.

Nel calcolarlo, l’avvocato deve tenere conto:

  • del rimborso spese forfettario;
  • del contributo previdenziale;
  • dell’IVA;
  • delle spese vive;
  • delle tasse;
  • gli oneri per le notifiche e le copie degli atti;
  • le spese del consulente tecnico dell’ufficio.

Negli ultimi anni, le tariffe minime che può richiedere un avvocato sono state abolite, quindi può calcolare il proprio compenso autonomamente.

Se il cliente lo richiede espressamente, l’avvocato è obbligato a rilasciare un preventivo, che deve essere calcolato in base all’iter regolare del processo, ma bisogna tenere presente che potranno essere aggiunti delle spese improvvise.

Per quanto riguarda l’azione legale, il suo valore economico deve considerare lo studio della controversia e le fasi introduttive, istruttorie e decisionali del giudizio. Se si vince la causa, il giudice può stabilire che le spese legali siano rimborsate dalla controparte.

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