Esiste una parte elastica del becco del pellicano?

I pellicani, sono degli uccelli pescatori, noti a tutti per il loro particolare becco, e viene da chiedersi se questo abbia una parte elastica o no. Scopriamolo in questo articolo.

Le caratteristiche del pellicano

Il pellicano comune, noto come pellicano bianco, presenta delle notevoli dimensioni: la sua altezza si aggira attorno ai 170 centimetri, può raggiungere un peso di undici chili e la sua apertura alare è di circa tre metri. Le sue piume sono bianche, con remiganti neri, le zampe rosa ed il becco giallo.

Il suo collo è fluido, il tronco lungo, le zampe corte e tozze, e le dita sono riunite da una membrana che gli permette di muoversi sull’acqua.

Oltre ad essere degli eccellenti volatori, che possono coprire quasi cinquecento chilometri di distanza senza mai fermarsi, questi uccelli si adattano bene anche all’acqua. Sulla terra, invece, si muove in maniera goffa. Generalmente, è un’animale silenzioso, tranne nel periodo riproduttivo, mentre costruisce il nido.

In alcuni casi, i pellicani di possono raggruppare in otto o in sei e disporsi in acqua, in una schema che ricorda la forma di un ferro di cavallo, ed immergono i loro becchi in acqua, battendo le ali, per catturare i pesci. A parte questi ultimi, i pellicani si nutrono anche di crostacei, vermi e, se li trovano, rifiuti.

Durante la stagione degli accoppiamenti (in primavera in Europa, e tutto l’anno in Africa), i maschi si esibiscono in danze di corteggiamento e, una volta che una femmina ha scelto il proprio compagno, nidificano in colonie. Una femmina può deporre dalle due alle quattro uova, la cui cova dura per circa un mese (dai ventinove a trentasei giorni), e i piccoli sono cresciuti da tutti e due i genitori.

I piccoli pellicani sono in grado di lasciare il nido dopo due mesi o due mesi e mezzo, e più della metà diventa sessualmente maturo dopo tre o quattro anni.

Questi uccelli, vivono solitamente presso coste marine, laghi e paludi, in Asia, in Africa e nell’Europa sudorientale.

Nella stagione invernale, i pellicani migrano verso l’India e l’Africa settentrionale, sostando presso il Danubio e le coste del Mar Nero e del Mar Caspio. Secondo quanto riporta Plinio il Giovane, alcuni di questi volatili sono stati intravisti anche nella Francia (Gallia, allora) settentrionale.

Il becco del pellicano e la sua parte elastica

Il becco di questo uccello è dotato di una parte elastica, chiamata sacca golare, che gli permette di catturare le sue prede. A seconda della loro specie (che sono circa dodici), possono usare la parte elastica del becco in diversi modi, per procurarsi da mangiare.

Nella sacca golare, il pellicano può trattenere il cibo nella sua parte inferiore, eliminando l’acqua, facendo uscire quest’ultima dalla sua fessura, prima di mangiare. La parte elastica del pellicano bianco americano può arrivare a contenere fino a undici litri d’acqua.

Prima di nutrire i piccoli, i pesci vengono ingeriti solo in parte e l’altra viene rigurgitata nel gozzo. Quando i genitori devono nutrirli, comprimono il torace e tengono il becco aperto, in modo che possano prelevare il cibo rigurgitato.

Questo becco si presenta enorme, dritto e piatto, e al termine della sua mascella superiore ci trova un uncino, dove la mandibola sostiene il sacco. Grazie ad esso, il pellicano dedica solo un’ora al giorno a procurarsi il cibo, il che gli permette di dedicare il resto della giornata alla cura delle sue piume e a riposare.

Storicamente, i pellicani sono diventati dei simboli di carità proprio grazie al loro becco: il fatto che nutrano i loro piccoli tramite la loro sacca, in tempi passati ha indotto le persone a credere che i genitori li nutrissero con il loro sangue, facendone un’allegoria della crocifissione.

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