CARA di Mineo: cos’è, ultime notizie ed indiscrezioni

La sigla “CARA” sta per Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, ed a Mineo, comune in provincia di Catania, sono state messe a disposizione dei richiedenti (a cominciare da profughi tunisini) più di quattrocento case, nel 2011.

La gestione del CARA di Mineo

Dopo poche settimane dalla sua istituzione, al CARA di Mineo venne messa una doppia recinzione, furono adottate delle regole molto rigidi ed inutili e la presenza delle forze dell’ordine aumentò, assomigliando sempre di più ad una struttura di detenzione.

Oltre alla permanenza forzata, che durò dodici mesi (al posto dei trentacinque previsti), i residenti non poterono fare domanda al Servizio Sanitario Nazionale, come prevedono le norme, e la situazione di degrado ed illegalità aumentò ulteriormente.

Il fatto fu denunciato da “Medici per i diritti umani”, che osservarono e fotografarono ciò che stava accadendo.

Le inchieste

Una volta denunciata la situazione del CARA di Mineo, partì l’inchiesta. A cominciare dal suo appalto: il 25 febbraio 2012, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, firmò un suo parere sulla gara per l’affidamento del CARA, e a suo parere le regole del consorzio furono costruite ad arte, andando contro i principi di imparzialità e trasparenza.

Il 6 maggio dello stesso anno, Cantone si rivolse al Consorzio Calatino, confermando le sue conclusioni, ed il 15 maggio, il direttore generale del suddetto Consorzio firmò la la determina che confermava l’appalto.

In seguito, subentrò la Procura, che con la sua inchiesta su “Mafia Capitale” fece emergere i nomi di sei indagati collegati al CARA di Mineo: il Sottogretario Giuseppe Castiglione, il direttore generale del Consorzio tra Comuni Giovanni Ferrera, il presidente della Cooperativa Sol. Calatino Paolo Ragusa, il consulente Luca Odevaine, e i due sindaci di Mineo, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra.

Al centro di questa truffa sembrava esserci Luca Odevaine, che era già stato arrestato in precedenza per un’altra inchiesta, che all’apparenza era solo un semplice consulente del Consorzio Calatino, ma in realtà dominava gli appalti.

Dopo un lungo periodo d’indagine, il processo iniziò dopo due anni dall’avviso di garanzia, nel marzo del 2017.

Chiusura del CARA di Mineo

Nel giugno del 2017, la Commissione parlamentare stabilì che il CARA di Mineo doveva chiudere, ma ciò non avvenne, e gli appelli rimasero inascoltati.

Le ultime notizie riportano che si pensa di ristrutturare le 404 villette e le strutture, con quasi cinque milioni di euro, proposta che in molti hanno rifiutato. 2500 persone vivono al CARA di Mineo, e non si ha modo di sapere come la situazione si svilupperà ulteriormente, al momento.

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