Vulcano Marsili: dove si trova? Cosa c’è da sapere su di esso?

Il vulcano Marsili è il più grande vulcano sottomarino del Mediterraneo, situato nell’arco insulare Eoliano, 150 chilometri ad ovest della Calabria e a 140 chilometri a nord della Sicilia. Ma quanto è pericoloso questo vulcano?

Le sue caratteristiche

Questo vulcano venne scoperto negli anni Venti del Novecento, e venne chiamato Marsili dallo scienziato italiano Luigi Ferdinando, e si eleva per circa tremila metri dal fondo del mare, e la sua sommita raggiunge circa i 450 metri al di sotto della superficie del Tirreno. La sua lunghezza è di settanta chilometri, mentre la sua larghezza ne raggiunge trenta, ed in tutto ricopre 2100 chilometri quadrati di superficie.

Il suo basamento a crosta oceanica è di uno spessore ridotto a dieci chilometri ed al suo centro di espansione dilatato vi è proprio il vulcano. Sempre nel suo bacino, a ottanta metri di profondità, sono stati rinvenuti dei giacimenti di grandi dimesioni di materiali come il ferro, il rame, il manganese e lo zinco.

I rischi potenziali

Il vulcano Marsali è attivo, ma secondo dei dati, attualmente, il rischio di eruzioni sottomarine e tsunami è piuttosto basso, e una sua eventuali eruzione compoterebbe più che altro un cambiamento momentaneo delle rotte navali. Tuttavia, gli scienziati non escludono che alcuni settori di esso possano destabilizzarsi e franare, facendo fuoriuscire della magma, ma in settecentomila anni ciò non si è ancora verificato.

Nel 2010, la nave Urania del CNR, ha iniziato degli studi sul vulcano, e sono stati rivelati dei rischi di crollo di quest’ultimo, che potrebbero essere pericolosi e denotano una certa instabilità. Sempre nello stesso anno Enzo Boschi, ex presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) dichiarò che le ultime ricerche dell’istituto avevano evidenzato che il vulcano non era solido, strutturalmente, e le pareti fragili ed essendo attivo ci potrebbero essere eruzioni in ogni momento, e si potrebbe verificare un’onda di grande potenza, e perciò bisogna continuare a monitorarlo. Una tale forza, potrebbe scatanere dei forti tsunami sulle coste della Calabria, della Sicilia e della Calabria, secondo alcuni, provocando dei grandi disastri.

Oltre a Marsili, i vulcani pericolosi in Italia non mancano, a cominciare dal Vesuvio, che distrusse Pompei ed Ercolano nel 79 d.C. e che eruttò nel 1944. Non si può dimenticare l’Etna, il più grande d’Italia (alto 3326 metri), che attualmente ha quattro crateri attevi, e le cui eruzioni minacciano continuamente il territorio. Ci sono, poi, il vucano di Stromboli, isola delle Eolie, la caldera dei Campi Flegrei, vicino a Napoli, o il monte Epomeo che sovrasta l’isola di Ischia.

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