Ventennale delle scommesse sportive in Italia: il mercato è sempre in crescita

In Italia, si sa, le scommesse sportive registrano numeri eccezionali. Sono il simbolo della passione di un popolo intero per gli eventi sportivi, una passione che – dati alla mano – non è stata scalfita nelle ultime settimane, neppure dalla constatazione che l’Italia non abbia partecipato ai Mondiali di Russia 2018. Anche senza gli Azzurri, gli italiani scommettono e molto, con un giro di milioni di euro.

Nel frattempo ricorre proprio in questi giorni il ventennale dell’introduzione delle scommesse sportive in Italia. La cultura italiana è meno incline alla scommessa sullo sport rispetto a quella, per esempio, anglosassone; non a caso esse sono state introdotte di recente, e compiono in questi giorni vent’anni.

Schedina del Totocalcio a parte, fino a qualche anno fa scommettere sugli eventi sportivi sembrava del tutto impensabile. In realtà la scommessa è una tradizione davvero molto antica, pensate che risale ai tempi dei romani, i quali presero dai Greci la passione per la scommessa sulle competizioni sportive. Venivano messe in palio grandi somme di denaro, e prima di ogni evento sportivo di un certo rilievo c’erano gli scommettitori che raccoglievano le loro sfide.

In Italia nel 1946 viene introdotto un gioco a premi legale legato allo sport: il Totocalcio. Si poteva indovinare l’esito delle dodici partite dell’AAMS, e in base al numero di colonne giocate si pagava.

Nel 1950 la schedina venne integrata e dal 2003 le partite sono 14, un numero che ritorna ancora oggi. Nel 1990 scoppia la vera e propria febbre del gioco, e gli italiani scommettevano per telefono. Lo Stato decise allora di introdurre un mercato italiano di scommesse sportive, caratterizzato dalla presenza di operatori nazionali, e cercando di contrastare l’illegalità delle scommesse.

Il 2 giugno del 1998 il Decreto Ministeriale numero 174 ha introdotto un sistema di puntate sugli eventi sportivi e ha definitivamente sancito un sistema legale per scommettere, ma solo nelle agenzie abilitate: da quel momento il mercato delle scommesse in Italia crebbe a dismisura.

Man mano, la tecnologia e l’evoluzione legislativa hanno fatto i loro passi e nel 2018 – a 20 anni dall’introduzione legale del gioco – possiamo scommettere anche da smartphone, grazie ad apposite app, o da pc. Sono tantissimi ormai i siti che permettono di effettuare puntate sugli eventi sportivi e di consultare i migliori pronostici sul web.

Oggi la scommessa sportiva in Italia, anche se non al livello di altri Stati, ha comunque raggiunto un mercato di un certo livello e in questi giorni assistiamo ad una febbre del gioco durante i Mondiali, non attenuata dalla mancanza della nostra nazionale in Russia.

Nonostante lo Stato, in questi ultimi mesi, stia cercando di disincentivare il gioco mediante alcune leggi apposite per contrastare l’aumento delle persone affette da ludopatia, le percentuali degli scommettitori sono ancora in crescita ed il giro d’affari aumenta di anno in anno.

Dunque, in questi 20 anni di scommesse sportive in Italia molte cose sono cambiate, come il modo di scommettere e le leggi che regolano il settore, ma, la voglia di giocare non è mai cambiata.

Puoi leggere anche:

Lascia un commento