Tonsillite: cause e rimedi

La tonsillite, ovvero l’infiammazione delle tonsille, in generale è una patologia di origine virale, in sette casi su dieci, ma in alcuni casi può essere provocata da batteri, e ci sono diversi modi per prevenirla e curarla.

Le cause e la diagnosi

Questa patologia insorge quando penetrano virus e batteri nell’organismo tramite il naso e la bocca. Normalmente, le tonsille hanno il compito di proteggere dall’invasione di agenti patogeni che possono penetrare nella bocca, ma quando si presentano in un numero eccessivo, possono generare delle infiammazioni.

Tra i virus e i batteri che possono causare la tonsillite, si possono includere:

  • l’Adenovirus e i Rhinovirus, virus che normalmente provocano raffreddori;
  • l’Epstein Barr virus, in grado di provocare la mononucleosi,
  • lo Streptococcus pyogenes, o Streptococco β, quando non viene trattato correttamente;
  • l’HIV e l’enterovirus.

Uno dei sintomi della tonsillite, oltre al rigonfiamento, è l’ipermia locale, ovvero una presenza eccessiva di sangue nei vasi di una determinata area del corpo. Tra i sintomi meno caratteristici, si possono includere il mal di gola, l’ingrossamento dei linfonodi del collo e della parte inferiore della mandibola, la febbre, dolori nel deglutire, cefalee, nausee e l’abbassamento della voce.

Una tonsillite causata da batteri, si può riconoscere dall’improvvisa insorgenza di un rigonfiamento dei linfonodi del collo associato a dolori nella deglutizione, che possono espandersi fino all’orecchio, senza la presenza di una congestione del naso.

Per diagnosticare questa malattia, è necessario eseguire un tampone faringeo, permettendo così di stabilire se la tonsillite è di origine virale o batterica. In generale, è una malattia comune tra i bambini al di sotto dei dodici anni, e il rischio di contagio è maggiore nelle sue forme virali.

Prevenzione e cure

Il miglior modo per prevenire una patologia del genere è curare al meglio la propria igiene, lavandosi di frequente le mani, e coprire il più possibile la bocca e il naso, soprattutto durate la stagione invernale. Sempre in questo periodo, è bene assumere, quotidianamente, una giusta quantità di liquidi e cibi che contengano vitamina C e zinco. E’ meglio cercare di evitare al contagio, evitando chi ne è affetto.

I trattamenti per la tonsillite, variano a seconda della causa dell’infezione. Se la malattia ha un’origine virale, può guarire in un arco di tempo che può variare da una settimana a dieci giorni, controllando la febbre e dolori con il paracetamolo, soprattutto nei primi giorni. Se dopo tre giorni, la febbre non inizia a diminuire, può essere necessaria una terapia più specifica, e quindi si consiglia di consultare il medico, che può prescrivere dei farmaci FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei), come l’ibrupofene.

Nel caso che l’infezione sia di origine batterica, o nel caso che la febbre persista dopo settanta due dall’insorgenza dei sintomi, il medico può prescrivere degli antibiotici ad ampio spettro.

L’intervento chirurgico si rende necessario se il soggetto, nel corso degli anni, subisce di frequenza questi episodi d’infezione, soprattutto se localizzati nell’ascesso tonsillare.

Rimedi naturali per le tonsille infiammate

In alcuni casi, per curare la tonsillite si possono ricorrere a dei rimedi naturali, che possono ridurre l’infiammazione nell’area colpita.

Ad esempio, si possono preparare dei gargarismi con limone e bicarbonato, da fare cinque volte al giorno per cinque giorni. Per ottenere la miscela giusta, si può aggiungere il succo di limone e un cucchiaino di bicarbonato a un bicchiere d’acqua.

In alternativa, si possono eseguire dei gargarismi con una tisana preparata con quindici foglie di salvia e quindici grammi di camomilla, e lasciati in infusione per dieci minuti.

Quando si è affetti da tonsillite, soprattutto se accompagnata dalla febbre, si dovrebbe assumere una gran quantità di liquidi, tramite brodi, passati vegetali e tisane. Possono dare sollievo anche gelati, yogurt o ghiaccioli.

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