Soprannome di Giacobbe, ed altre storie che lo riguardano

Tutti conoscono Giacobbe, uno dei patriarchi della Bibbia (nonché patriarca sia per l’Ebraismo che per il Cristianesimo), che compare nel suo primo, ovvero al Genesi, ma forse non tutti conoscono il suo soprannome e tutta la sua storia. Nella chiesa cattolica, lui viene celebrato come santo il 24 dicembre, data in cui per tradizione vengono festeggiati gli antenati di Gesù Cristo.

La storia di Giacobbe

Degli episodi della vita di Giacobbe, sono ben noti sia come soffiò la primogenitura al fratello Esaù, sia delle vicende che lo legano ai suoi figli, ed in particolare a Giuseppe, che fu venduto dai fratelli. Ma cosa ha fatto Giacobbe tra l’abbandono della sua casa ed il matrimonio con le figlie di Labano?

Durante il suo viaggio per recarsi dallo zio, una notte, Giacobbe fece un sogno in cui vide una scala che dalla terra portava al cielo, con angeli che scendevano e salivano. Nello stesso sogno, Dio gli promise una terra ed una grande discendenza (proprio come fece con suo nonno Abramo anni prima).

Prima di questo sogno, la notte precedente, Giacobbe si scontrò con un uomo, e la sua lotta durò fino al sorgere del sole. Quell’uomo, in realtà era Dio, e lo colpì al nervo sciatico, rendendolo zoppo, ma nonostante tutto i due continuarono a lottare, tenendo uno scontro chiamato teomachia. Alla fine, Giacobbe gli chiese la sua benedizione, ed allora Dio gli diede un soprannome e sempre da questo fatto, sembra che sia nato il divieto per gli ebrei di cibarsi di carne con il nervo sciatico.

Il soprannome di Giacobbe

Dopo lo scontro, Dio diede la benedizione a Giacobbe, dicendogli: “Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini, e hai vinto“. Israele, in lingua ebraica, significa “uomo che vide Dio” o “uomo che lotta con Dio”. Ma questa sua etimologia è ancora discussa, e può significare anche “Dio combatté”, “Dio governa”, o “Dio guarisce”.

Il nome di Giacobbe, invece, significava “il soppiantatore”, e si narrava che al momento del parto fosse attaccato al calcagno del fratello gemello Esaù, e da qui gli venne dato il nome.

Giacobbe nell’arte

Non sono molti i pittori che hanno raffigurato l’episodio biblico in cui Giacobbe lotta contro un angelo, che fa le veci di Dio. Infatti, nell’iconografia questo episodio appare di rado. Uno degli artisti che ha riprodotto su una sua tela questo episodio è Eugène Delacroix, pittore francese dell’Ottocento, che dipinse tra 1853 ed il 1861 il suo quadro Lotta di Giacobbe contro l’angelo. In questo quadro, a sinistra, c’è Giacobbe che lotta contro l’angelo, mentre a destra ci sono i suoi servi, che si comportano come se non stesse accadendo nulla. In questo quadra, sembra che l’autore volesse rappresentare Giacobbe l’esempio di eroe romantico, in lotta addirittura con le forze divine.

Un altro artista che ha scelto di rappresentare questo episodio è Rembrandt, nel suo Giacobbe e l’Angelo, in cui vengono rappresentati solo questi due, anche se a prima vista non sembra che i due stiano lottando. La stretta dell’angelo somiglia più a un abbraccio.

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