La nuova vita dei tuoi capi in jeans

Chi di noi non possiede un paio di pantaloni di jeans? Sappiamo tutti che quando si parla di questo tessuto si dà ormai per scontato che ognuno ne abbiamo almeno un capo nel proprio guardaroba, è uno di quei tipi di indumento che non possono mancare e che sfoggiamo in moltissime occasioni diverse.

Il tessuto dei jeans nasce a Genova, ma il jeans come lo intendiamo oggi è nato negli Stati uniti d’America nella seconda metà dell’800 ed era considerato un pantalone da lavoro.

Infatti sappiamo che questo tessuto è piuttosto resistente ed adatto ad ogni tipo di situazione, basti pensare che pochi anni dopo la sua creazione i pantaloni di jeans venivano utilizzati come abito sportivo, quindi davvero un indumento versatile.

In Europa il jeans è arrivato nel secondo dopoguerra ed ancora visto come tessuto di abiti da lavoro (infatti non era ammesso mettere i jeans nelle situazioni e nei luoghi ritenuti eleganti, come poteva essere un hotel o un ristorante), ma il loro ruolo negli anni è cambiato molto. Infatti pian piano è diventato il simbolo del “casual” e di uno stile di vita, trasformandosi in qualcosa di iconico, in modi diversi, per molte generazioni.

Questo ne ha consentito l’enorme popolarità di cui questo tessuto gode ora e addirittura, come dicevamo all’inizio, non esiste casa senza un paio di pantaloni di questo genere nell’armadio, è ormai un “must have”… chiari o scuri, integri o strappati, con più o meno tasche; ce n’è per tutti i gusti.

Ad oggi il jeans resta un tessuto sicuramente resistente, ma che spesso può essere anche reinventato, sia che si tratti di un pantalone sia che si tratti di una giacca. Infatti sono frequenti le versioni particolari o alternative capi che ottengono quindi una seconda vita. Dalle cuciture alle toppe, dai pantaloni di jeans a vita alta a quelli con i risvoltini (o magari entrambe le cose), le modifiche possibili sono decine e decine.

Può essere davvero stimolante ed intrigante aggiungere un tocco di originalità ai propri pantaloni, rendendoli per esempio più eleganti o ancor più “casual” o addirittura “urban”. Modifiche che possono andare bene per qualsiasi età e qualsiasi contesto: lavoro, uscita serale o pomeriggio al parco. Ovviamente non si tratta di modifiche sartoriali, ma di aggiunte che chiunque può essere in grado di fare, come per esempio l’aggiunta di bottoni, paillettes, catene, fibbie e chi più ne ha più ne metta.
I bottoni poi possono essere con due o quattro buchi, di plastica o di metallo e le paillettes colorate a formare un disegno o argentate, applicate in maniera simmetrica o solo su una gamba.

Le possibilità sono talmente tante che elencarle tutte è impossibile, ma scommetto che ora a qualcuno di voi è venuta voglia di stravolgere completamente lo stile dei jeans che possiede…Personalmente amo molto anche io modificare i pantaloni di jeans che possiedo e ogni volta mi posso cimentare in maniera diversa con le applicazioni su jeans, in base magari a ciò che è più di tendenza o a qualche pantalone che ho visto indossare a qualcuno e che mi è piaciuto particolarmente.

Considerando che ad oggi i pantaloni e le giacche di jeans sono disponibili anche a prezzi accessibili in molti negozi diversi, si può veramente dare sfogo alla fantasia con i più disparati progetti da realizzare. Inoltre i costi di acquisto di bottoni, paillettes o simili sono piuttosto bassi e alla portata, dunque non è nemmeno un hobby particolarmente costoso. Ogni modifica può essere fatta in base ai propri gusti ed è piuttosto semplice reperire (soprattutto online) ciò che può servire per le proprio personalizzazioni. Infatti come detto brevemente in precedenza, si possono trovare bottoni di ogni tipo, paillettes, fibbie, cinture, nastri, pizzi, catene, elastici, zip.

La missione non è semplice, va detto, perché il rischio dell’home-made è poi quello di non ottenere il risultato sperato o di creare qualcosa di troppo fragile, ma sicuramente vale la pena di correre il rischio, anche perché come dice Armani “l’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare“.

Quale modo migliore di farse ricordare con qualcosa di personalizzato e, quindi, completamente unico?

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