Il Coding in Italia

Una nuova disciplina divenuta nell’arco di poco tempo materia scolastica negli istituti di diversi Paesi del mondo e che permette un approccio innovativo e ludico alla programmazione ed al mondo dei computer in generale, questo è il coding. Attraverso l’uso di vari dispositivi elettronici, i bambini e i ragazzi a cui viene insegnata tale disciplina potranno sviluppare il pensiero computazionale (un processo logico-creativo che favorisce la risoluzione di problemi anche complessi) e importanti capacità logico-matematiche.

La formazione sul coding nelle scuole si è diffusa rapidamente in diversi Stati del mondo, tra cui Regno Unito, Germania, Australia e Stati Uniti e proprio in quest’ultimo Paese ha ricevuto sostegno da diversi personaggi celebri, tra cui i fondatori di Facebook e Microsoft, rispettivamente Mark Zuckerberg e Bill Gates. Tuttavia, le nostre autorità scolastiche non sono rimaste a guardare e si sono attivate subito per la diffusione del coding in Italia. Andiamo a vedere in che modo.

La diffusione di questa disciplina nel nostro Paese

Come in altri ambiti, successivamente alle esperienze positive constatate all’estero, il Ministero della Pubblica Istruzione italiano (Miur) ha emanato disposizioni con cui non solo riconosceva la validità didattica di questa materia innovativa, ma l’ha inclusa tra quelle che possono essere insegnate nelle scuole italiane a bambini e ragazzi. Tali disposizioni sono state emanate con la circolare n° 0002937 del 23/09/2014, divenuta quindi punto di riferimento importante per i diversi istituti scolastici.

Il progetto Programma il Futuro ed altre iniziative

Lo stesso Ministero dell’Istruzione, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (o Cini) ha avviato il progetto “Programma il Futuro”, partendo proprio dai risultati straordinari ottenuti in altri Paesi riguardo questa nuova materia. Obiettivi finali di questo progetto è permettere ai bambini e ragazzi italiani di approcciarsi ed avvicinarsi in modo divertente all’universo della programmazione e ai concetti base di quest’ultima, dotando le scuole di tutti gli strumenti necessari e formando anche il personale docente.

L’Italia, da questo punto di vista, è risultato uno dei primi Paesi al mondo ad avviare questo genere di sperimentazione, anche sulla spinta, come dicevamo, di incoraggianti risultati raggiunti all’estero. Se negli Usa infatti un’importante iniziativa si è avuta nel 2013, nel nostro Paese si è avviata invece nell’anno scolastico 2015-16, con la partecipazione di ben 1 milione di studenti e 15.000 insegnanti, coinvolgendo inoltre circa 5.000 istituti scolastici.

Questi numeri e tali iniziative rendono il nostro Paese all’avanguardia a livello europeo e internazionale nel settore del coding. Tuttavia, la prossima tappa che attende il sistema dell’istruzione italiana è quella della diffusione ancora maggiore di questa disciplina nelle scuole, rendendola magari un punto fermo della didattica e ponendola come elemento basilare della formazione professionale anche dei docenti.

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