Cosa vuol dire ACAB? da dove ha origine?

ACAB è l’acronimo delle parole inglesi All Cops Are Bastards, che tradotto in italiano significa “tutti i poliziotti sono bastardi”, un’espressione inglese nata negli anni Settanta, ma che è possibile trovare ancora oggi, soprattutto sul web.

Com’è nato questo acronimo?

La parola ACAB divenne popolare negli anni Settanta, dopo che il gruppo inglese The 4-Skins la usò come titolo di una canzone.

I The 4-Skins erano noti per essere una band di skinheads, le cui canzoni principali trattavano per lo più la violenza da parte della polizia, la guerra, la corruzione politica e lo stato di disoccupazione. Quando la loro canzone All Cops Are Bastards diventò popolare, fu adottata da tutta la cultura skinhead, come slogan, dato che chi vi aderiva provava avversione per le forze dell’ordine, con cui nascevano degli scontri, soprattutto negli stadi.

Negli anni Ottanta, il movimento cominciò ad espandersi sia in Europa che negli Stati Uniti, trascinando anche lo slogan, usato soprattutto dai tifosi di calcio. Attualmente, in Italia, viene usato anche tra i carcerati ed alcuni gruppi politici neo-fascisti.

L’uso della parola ACAB nella cultura popolare

Non è insolito trovare la scritta ACAB su dei muri o degli striscioni dello stadio, nonché su dei video online, e in alcuni casi si può trovare l’altra versione con la K, ovvero AKAB, ed è usata soprattutto dai più giovani per indicare uno stile o una vita ribelle, ma il suo significato cambia comunque a seconda del contesto in cui lo si trova.

Nel 2009, Carlo Bonini, inviato speciale de La Repubblica, ha pubblicato un libro, intitolato proprio ACAB, un libro inchiesta che tratta proprio del movimento skinheads, soffermandosi proprio sugli scontri di violenza urbana, molti dei quali contro i poliziotti.

Proprio da questo libro, è stata tratta la trama per il film dall’omonimo titolo, uscito nel 2012. I protagonisti della pellicola sono tre agenti della Polizia antisommossa, Negro (Filippo Nigro), Mazinga (Marco Giallini) e Cobra (Pierfrancesco Favino), che si presentano danneggiata psicologicamente (e in alcuni casi anche fisicamente) dalla violenza che riscontrata nel loro lavoro e da problemi di natura personale. Il film incassò quasi tre milioni di euro, e nella stagione 2011-2012, arrivò al 54° posto, vincendo il David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Globo d’oro e il Premio Flaiano.

In linea generale, quando si trova la sigla ACAB, in uno dei contesti descritti, in linea generale non ci si può aspettare che stia a significare qualcosa di positivo.

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